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Bullismo: causa un dolore dell’animo che va risarcito

Il Tribunale di Reggio Calabria ha pronunciato un’importante sentenza che fa il punto sui disturbi a lungo termine causati dalle vessazioni subite in ambito scolastico. Il giudice, dottoressa Giselda Stella, disattende le conclusioni del consulente tecnico d’ufficio che le aveva considerate di “lieve entità”.   I pregiudizi psichici derivanti dal bullismo possono avere  “una devastante incidenza sulla vita della vittima” che li ha subiti con “vergogna e mortificazione”. Da qui occorre partire per quantificare il danno da risarcire alla vittima. Determinanti le testimonianze dei compagni di classe che davanti al giudice hanno raccontato quello che succedeva a scuola, durante la ricreazione.

Il caso nasce dalle aggressioni subite da uno studente di quattordici anni di un istituto tecnico della provincia di Reggio Calabria.  Gli insegnanti non avevano notato i lividi che il ragazzo nascondeva con le braccia per la vergogna.

Davanti al giudice gli insegnanti avevano invece sostenuto che i lividi  non fossero visibili e che le aggressioni erano avvenute in bagno, dove – per ragioni di privacy – i docenti non potevano entrare. Per il giudice la privacy non c’entra: le aggressioni erano iniziate già dall’antibagno e la scuola risponde per omessa vigilanza. Il bullismo è un problema della classe che deve essere evitato dagli insegnanti, che hanno un preciso obbligo di vigilanza.

(Sentenza del 20 novembre 2020 n. 1087).

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