Diritto penale
Spiare i messaggi altrui: reati configurabili
Lo ha ribadito di recente la Corte di cassazione: leggere i messaggi, anche WhatsApp, degli altri forzando o indovinando le password configura il reato di accesso abusivo a un sistema informatico, ex art. 615-ter del codice penale (sentenza del 2 aprile 2025 n.19421).
Il reato protegge il bene giuridico dell’inviolabilità del domicilio informatico, che è parificato a quello fisico.
Sono vietate quindi tutte le App di controllo che consentono di vedere o duplicare i contenuti altrui senza consenso.
L’unica eccezione ovviamente è dettata dai sistemi di parental control che, in alcuni casi, sono ritenuti addirittura doverosi per la sicurezza dei figli minorenni (Tribunale di Brescia, sentenza n. 879 del 4 marzo 2025).
Per saperne di più, questa intervista all’Avvocato Marisa Marraffino:
https://www.donnamoderna.com/help/spiare-whatsapp-altrui-e-reato-cassazione