Diritto penale
Violenza digitale: come difendersi
Il controllo non è una prova d’amore. Chiedere le password, pretendere fotografie intime o monitorare gli spostamenti significa innescare una situazione di dominio che può essere il campanello di allarme per diversi reati. Per difendersi è fondamentale non cedere ai ricatti e non affrontare la situazione in solitudine. Bisogna conservare messaggi, fotografie, link, profili e schermate, senza modificare le prove. È inoltre importante segnalare i contenuti alle piattaforme e rafforzare la sicurezza degli account. Password diverse, autenticazione a due fattori e impostazioni di privacy aggiornate possono ridurre i rischi. Nei casi più gravi è necessario rivolgersi tempestivamente alle autorità e chiedere aiuto a professionisti qualificati. La vittima non è responsabile della violenza subita e non deve vergognarsi di chiedere sostegno. Anche chi assiste a una situazione simile può fare la differenza, ascoltando senza giudicare e aiutando la vittima a proteggersi.
Di violenza online, consenso digitale, cyberbullismo, ricatti e intelligenza artificiale parla l’avvocata Marisa Marraffino in una recente intervista, sottolineando come immagini, voci e identità possano essere manipolate con strumenti sempre più potenti e ricorda che, accanto alle nuove norme, servono educazione, ascolto e responsabilità.
L’avvocata Marraffino sarà tra le protagoniste del Festival di Luce!, dedicato quest’anno al tema “Accendere il coraggio”, in programma il 16 e 17 ottobre 2026 a Palazzo Vecchio, a Firenze.
Il testo integrale dell’intervista a questo link: https://www.quotidiano.net/luce/evento/marisa-marraffino-luce-festival-d2bceae5
*Foto di Avinash Kumar su Unsplash