Smartphone e doveri educativi: cosa fare?

Sempre più sentenze entrano nel merito delle responsabilità dei genitori per l’uso scorretto di internet da parte dei figli. Dall’uso dei software di parental control, ai patti digitali fino a regole condivise: sono tante le misure che possono essere messe in campo per evitare le conseguenze più gravi. Ne parla L’Avvocato Marisa Marraffino per il …

Hikikomori e ritiro sociale: come tutelare i ragazzi

Il ritiro sociale degli adolescenti è in aumento. E’ importante cogliere i segnali embrionali e rivolgersi a centri specializzati che possano aiutare da subito i ragazzi a uscire da una possibile dipendenza da internet, c.d. IAD. Dal punto di vista legale, incombe sui genitori il dovere di educare i figli anche sull’uso dei dispositivi digitali. …

App spia: quali sono i tuoi diritti?

Sempre più spesso i software spia entrano nei processi. Si chiamano stalkerware e consentono di geolocalizzare, controllare messaggi, fotografie e in genere i contenuti del device che viene infettato. I reati possono andare dagli atti persecutori, alla cognizione di comunicazioni fino all’accesso abusivo a un sistema informatico. Ogni caso però è diverso. A restare gli …

App Ten Ten: rischi e note legali

Si chiama “Ten Ten”. E’ un’ Applicazione francese che funziona come uno walkie talkie. Non si può scegliere quando ascoltare i messaggi che arrivano ad ogni ora del giorno e anche di notte, se non si disattiva la App. In Francia l’ Applicazione è all’attenzione del Ministero dell’Interno ma potrebbe esserlo anche del Ministero della …

Il diritto alla riservatezza

I rischi della condivisione di contenuti intimi sono spesso sottovalutati. L’attrazione del guadagno veloce fa perdere di vista le conseguenze a lungo termine. Lo studio Marraffino assiste le prime vittime, iscritte a OnlyFans, che hanno sporto querela perché i propri video intimi sono stati condivisi e verosimilmente rivenduti su altre piattaforme, come Telegram. Cambiare città …

Furto profili social: quali reati?

Si tratta di trattamento illecito di dati personali e diffamazione aggravata. Lo ha stabilito la Corte di cassazione al termine di un processo durato oltre quattro anni in cui un uomo aveva messo in vendita i profili Facebook di 1218 donne, di cui 29 minorenni, catalogate come single, con il claim “al costo di un …